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Ora quasi tutti i principali produttori di chitarre elettriche hanno riconosciuto questa tendenza e sono saliti a bordo per recuperare il loro storico “tono vintage” con “cavi vintage”, “condensatori vintage” e “legni vintage”.
Questa tendenza al “tono vintage” è passata in gran parte inosservata nei circoli audiofili fino a poco tempo fa, quando in un universo audio parallelo, l’esigente Shirokazu Yazaki, ingegnere di SPEC Corporation, ha riconosciuto l’arte perduta del tono che i conduttori in rame stagnato forniscono così naturalmente, applicati per l’uso audio HiFi.
A Shirokazu Yazaki piace riferirsi alle qualità tonali caratterizzate da questi conduttori in rame stagnato come “suono reale”, e sono d’accordo che la loro musicalità e il loro suono sono molto più simili a ciò che sentiamo e percepiamo dalla musica dal vivo rispetto al conduttore in rame nudo o al filo d’argento.

Purtroppo però, quando solitamente si parla di cavi “dal tono vintage” ad un audiofilo di solito la maggioranza erroneamente evoca l’immagine mentale di un cavo caldo, centrato sulle medie frequenze, con una risoluzione modesta e piacevolmente musicale, che non è proprio adatto come cavo “audiofilo” ad alte prestazioni.
Quando invece diciamo “vintage tone” ad un chitarrista elettrico, gli viene in mente l’immagine di un cavo che fornisce un colore timbrico estremamente vivido, una risposta dinamica superba, che possiede un attacco ed rilascio repentino durante l’improvvisazione melodica, che permette alle note di decadere in modo meraviglioso, e che possiede un’incontenibile espressività musicale e una bellezza tonale che non è facile da quantificare, ma che è facile da percepire, perché c’è semplicemente qualcosa di speciale nel modo in cui si può suonare la musica con esso.

Questo, in conclusione, è il motivo per cui, al contrario della maggioranza degli altri produttori, per i nostri cavi abbiamo scelto di utilizzare conduttori in rame stagnato, riferendoci a ciò che i chitarristi elettrici vintage apprezzano del filo di rame stagnato, con il suo colore tonale vivido, la superba risposta dinamica, la raffinatezza melodica, la complessità armonica, l’espressività musicale e il livello di coinvolgimento emotivo.
Ma ci sono altri aspetti rilevanti delle prestazioni del “tono vintage” in termini audio, come la presenza spettrale dell’immagine, il livello di risoluzione naturale, simile a quello dal vivo, la generosa rappresentazione del palcoscenico e dello spazio sonoro e la presentazione di una complessità timbrica simile a quella dal vivo.

